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Associazione Malik

SEED: l’esperienza della visita di studio sul rurale raccontata dai partecipanti sardi

Ruralità e futuro: le voci dei protagonisti italiani – partecipanti alla visita di studio

Abbiamo già raccontato tanto del progetto SEED e ci avete seguito passo dopo passo in questo percorso. Questa volta però… non siamo noi a parlare .

Ora diamo spazio alle vere protagoniste e ai veri protagonisti: le ragazze e i ragazzi del territorio che hanno partecipato in prima linea al progetto .

Attraverso la study visit SEED, svolta a Seulo dal 16 al 24 novembre, ascoltiamo le loro voci, le loro emozioni e il loro punto di vista autentico. Non la nostra prospettiva, ma quella di chi ha vissuto il progetto dall’interno, ogni giorno.

Perché il cambiamento si costruisce insieme… e soprattutto si racconta da chi lo vive davvero.

🎙️ Lasciamo che siano le loro parole a raccontare cosa significa SEED

GIULIA: 

“il progetto è andato benissimo! Mi è piaciuto molto il modo in cui è stato organizzato e le attività che abbiamo svolto. Parlare dell’intelligenza artificiale e di come noi giovani possiamo sfruttarla  è stato davvero interessante. La visita guidata a Muravera è stata una vera e propria scoperta e una spinta in più per inseguire i propri sogni. Sono felice di aver partecipato e di aver conosciuto persone fantastiche. Consiglio a tutti di fare questa esperienza”

MONICA: 

“Sono Monica Nurcis ho 44 anni, sono di Seulo.Ho partecipato per la prima volta a un Erasmus.Per questo Erasmus plus sono stata accolta tramite l’associazione Malik . 

Ho apprezzato molto questo scambio culturale con i diversi ragazzi di alcuni paesi facenti parte dell’Unione Europea. Il progetto in sé è stato molto interessante e istruttivo. Le attività che abbiamo svolto sono state per me un metodo di interagire con gli altri molto efficiente, sono riuscita, nonostante la mia difficoltà a parlare inglese e comunicare con loro. Ho ascoltato i diversi progetti che tutti vorrebbero migliorare nei loro paesi rurali dove molti servizi per i giovani vengono a mancare. Abbiamo potuto confrontare le nostre idee e ciò mi è piaciuto molto. Visitare le diverse attività nel nostro territorio hanno contribuito a scoprire come si può creare dal niente le diverse imprese caratterizzate soprattutto dall’ ecosostenibilità, tutto viene prodotto in azienda e nulla viene sprecato. Concludo con un suggerimento per le nuove generazioni di ragazzi, suggerendo di creare momenti di confronto, e aumentare i servizi per la comunità intera soprattutto nell’ ambito della comunicazione e creazione di spazi adibiti alla progettazione di nuove idee per il futuro, caratterizzate alla salvaguardia del territorio, all’ ecosostenibilità dell’ ambiente per evitare l’inquinamento dell’ aria e del territorio.” 

MATTEO: 

“La visita di studio SEED a Seulo, a cui ho partecipato, è stata per me un’occasione concreta per crescere e per confrontarmi con operatori giovanili di diversi Paesi. Abbiamo avuto una settimana intensa, piena di attività che spaziavano dall’esplorazione delle realtà locali alla formazione pratica, ma anche tempo per conoscerci e condividere. 

Durante il progetto abbiamo visitato ecomusei, associazioni, scuole, iniziative imprenditoriali e progetti comunitari di diversi paesi della Sardegna. Abbiamo lavorato su analisi SWOT, creatività, uso consapevole dell’AI e scambiato buone pratiche con youth worker provenienti da Spagna 🇪🇸, Romania 🇷🇴, Grecia 🇬🇷, Repubblica Ceca 🇨🇿, Slovacchia 🇸🇰 e Italia 🇮🇹. Per quanto io viva in questo territorio, alcune realtà, come quella di Bresca Dorada, sono state una scoperta anche per me.

Oltre a partecipare, ho potuto contribuire direttamente, essendo ambasciatore di “Sportello in Spalla” per la Barbagia di Seulo, ho condiviso come nel mio territorio cerchiamo di informare e coinvolgere i giovani sulle opportunità Erasmus+.

Poi, facilitando il workshop di Trashop, il progetto di solidarietà a cui collaboro. Con i partecipanti abbiamo trasformato delle lattine in vasi colorati tramite hydrodipping, piantato delle piantine e distribuito i vasetti nel paese. Dopo l’intervento del sindaco di Seulo, ho anche presentato ufficialmente Trashop, in quanto parte del team che lo gestisce, insieme ai ragazzi dell’associazione Arrexini Asula di Seulo.

Ci sono stati momenti che mi hanno colpito particolarmente: a partire dalla professionalità di Sofia e Iulita, le organizzatrici; ma anche la bellezza della neve caduta a Seulo e, allo stesso tempo, il suo impatto sulla vita quotidiana, che ha permesso ai partecipanti stranieri di capire davvero le difficoltà che i paesi dei nostri territori isolati affrontano spesso. Un altro momento molto importante per me, è stata la sessione in cui insieme abbiamo sviluppato le idee per il prossimo scambio giovanile; nonostante ci fosse qualcuno più esperto e qualcuno meno siamo  comunque riusciti a creare delle belle attività.

Da questa esperienza porto a casa nuove conoscenze, nuove amicizie, nuove competenze e molti spunti da usare nei progetti futuri. È stato un confronto che mi ha arricchito sia sul piano personale sia professionale, e che certamente influenzerà il mio futuro.”

GAIA: 

“Questa esperienza mi ha fatto comprendere il valore del youth work in aree rurali non solo come sostegno educativo, ma anche come opportunità di riscoprire tradizioni, promuovere sostenibilità e creare nuovi spazi di partecipazione giovanile.”

ALICE:

“Partecipare al progetto sullo youth work nelle aree rurali è stata un’esperienza trasformativa che ha superato ogni mia aspettativa. Prima vedevo le aree rurali principalmente come luoghi di tranquillità, ma con poche opportunità e spazi per i giovani. Questo progetto mi ha aperto gli occhi su un potenziale incredibile, spesso non tanto preso in considerazione. Ho imparato che i giovani nelle aree rurali non mancano di idee o ambizione; spesso mancano di piattaforme e strutture di supporto adeguate. Il progetto ci ha insegnato a fungere da mediatori aiutando a far emergere e sviluppare  iniziative importanti e utili, valorizzando le risorse e le tradizioni locali.”

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