Quando vi avevamo raccontato la partenza di Maya per Wrocław, in Polonia, era appena iniziata la sua esperienza di volontariato con il Corpo Europeo di Solidarietà.
Aveva davanti a sé nove mesi in un Paese nuovo, una nuova lingua, nuove persone e un nuovo ambiente di lavoro. Oggi, al termine del suo percorso, Maya può guardare a quei mesi con una consapevolezza completamente diversa.
La sua esperienza ci ricorda che partire non significa semplicemente andare a vivere per qualche mese in un altro Paese. Significa mettersi alla prova, uscire dalle proprie abitudini e scoprire nuove parti di sé.
Tutto è nuovo. E proprio per questo puoi crescere.
All’inizio, racconta Maya, tutto sembra diverso:
“Trovo che fare un’esperienza come questa sia un modo per testare i propri limiti, per conoscere nuove persone e nuove culture.”
La lingua, le persone, il lavoro, il modo di gestire il denaro, i luoghi e le abitudini quotidiane: improvvisamente ci si trova in un ambiente in cui bisogna imparare a orientarsi e ad adattarsi.
Non è sempre semplice.
Ma è proprio questo il bello di un’esperienza di mobilità: non avere tutto sotto controllo e imparare, giorno dopo giorno, ad affrontare ciò che è nuovo.
Maya ha vissuto questa quotidianità lavorando in un asilo bilingue, a contatto con i bambini e con un team internazionale di volontari. Un’esperienza che le ha permesso non solo di contribuire alle attività del progetto, ma anche di sviluppare autonomia, capacità relazionali, adattabilità e fiducia nelle proprie capacità.
Da un posto sconosciuto a un luogo da chiamare casa
All’inizio Wrocław era semplicemente il luogo in cui Maya avrebbe trascorso nove mesi.
Poi, lentamente, è diventata qualcosa di diverso.
Sono arrivate le persone, le amicizie, le abitudini, i luoghi preferiti, le piccole routine quotidiane. Quello che inizialmente sembrava estraneo è diventato familiare.
Fino ad arrivare alla sensazione che spesso accompagna la fine di un’esperienza così intensa:
“Pian piano ti senti sempre più parte del posto in cui ti trovi e al solo pensiero di andartene ti si spezza il cuore.”
Ed è forse proprio questo uno dei segnali più belli che un’esperienza ti ha lasciato qualcosa.
Non partire solo per andare. Parti per scoprire.
Il volontariato con il Corpo Europeo di Solidarietà offre ai giovani la possibilità di contribuire concretamente a un progetto e a una comunità, ma allo stesso tempo rappresenta un importante percorso di apprendimento personale.
Si impara facendo.
Si impara quando bisogna comunicare in una lingua che non si conosce perfettamente.
Quando bisogna collaborare con persone provenienti da culture diverse.
Quando qualcosa non va come previsto.
Quando bisogna prendere una decisione da soli.
Quando ci si accorge di essere riusciti a fare qualcosa che, prima di partire, sembrava impossibile.
E alla fine ci si porta a casa molto più di quello che si pensava.
Nuove competenze.
Nuove amicizie.
Nuove prospettive.
Più autonomia.
Più fiducia in sé stessi.
E soprattutto, una consapevolezza nuova di ciò che si è capaci di fare.
La testimonianza di Maya
Maya conclude così il racconto della sua esperienza:
“All’inizio non è semplice, ma pian piano ti senti sempre più parte del posto in cui ti trovi e al solo pensiero di andartene ti si spezza il cuore. È un’esperienza che ti ricorderai per tutta la vita.”
🌍 Per noi di Sportello in Spalla, queste sono le esperienze che vale la pena raccontare.
Perché dietro ogni opportunità europea non ci sono soltanto destinazioni, progetti e attività. Ci sono persone che partono con qualche dubbio e tornano con qualcosa in più.
Se anche tu stai pensando di fare un’esperienza all’estero ma non sai da dove iniziare, Sportello in Spalla può aiutarti a conoscere le opportunità disponibili, capire quale può essere più adatta a te e prepararti alla candidatura.
Perché non devi avere già tutto chiaro.
A volte basta decidere di partire. Il resto lo impari strada facendo. 🌍💙







