Dal 24 aprile al 1 maggio 2026, i nostri giovani hanno partecipato in Slovenia allo scambio giovanile Erasmus+ “Escape the Stigma”, un progetto internazionale che ha coinvolto partecipanti provenienti da Slovenia, Italia e Romania.
Il progetto nasce con l’obiettivo di riflettere sugli stereotipi e sullo stigma sociale attraverso strumenti creativi e attività di educazione non formale. Durante lo scambio, i partecipanti hanno lavorato alla creazione di vere e proprie escape room educative, utilizzate come mezzo per affrontare temi spesso considerati stigmatizzanti e aiutare i coetanei a sviluppare maggiore comprensione, empatia e apertura verso gli altri.
Attraverso attività di gruppo, momenti interculturali e laboratori collaborativi, i ragazzi hanno potuto confrontarsi, uscire dalla propria comfort zone e costruire nuove amicizie in un contesto internazionale.
Di seguito le loro testimonianze:
Gabriele:
“Il progetto Erasmus, Escape the Stigma, mi è piaciuto principalmente per 3 punti:
- compagnia: infatti abbiamo fortunatamente trovato buonissima compagnia, sia italiana che degli altri paesi;
- attività: infatti le uscite nelle città, attività di escape room mi hanno particolarmente colpito;
- aspettative: infatti mi aspettavo qualcosa di molto più noioso e alienante, invece è stato tutto il contrario.
Unico punto negativo: il cibo…”
Martina:
“Sinceramente non pensavo di vivere mai un’esperienza così. È andata meglio di quel che mi immaginassi. Ho conosciuto un sacco di ragazzi/e simpatici (italiani e non) e spero tanto di poterli rivedere un giorno. Anche i group leader sono stati veramente bravissimi e simpatici.
Uno dei momenti più belli, oltre alle attività, è sicuramente il tempo libero in cui parlavamo e ci divertivamo con gli altri ragazzi, nonostante le differenze di lingua.
Questa esperienza mi ha insegnato ad essere più aperta, a mettermi in gioco e ad uscire dalla mia ‘zona di comfort’. Sono tornata a casa con tantissimi ricordi, nuove amicizie e una voglia ancora più grande di viaggiare.”
Lorenzo:
“Lo scambio è stata una bellissima esperienza che cercherò di ripetere. È stato molto bello conoscere gente nuova sia sarda che straniera e conoscere nuove culture e realtà diverse dalle nostre.”
Diego:
“Sono molto contento di questa mia prima esperienza in uno scambio giovanile, nonché prima volta fuori dall’Italia. Le attività proposte erano interessanti e coinvolgenti, ma a rendere il tutto ancora meglio sono state le persone. Durante la settimana di scambio ho fatto amicizia con ragazzi provenienti da altri Paesi e ho imparato qualcosa su culture diverse dalla mia. È stato come me lo aspettavo, anzi meglio. Un’esperienza meravigliosa che non vedo l’ora di rifare. Sono molto felice di aver conosciuto altri ragazzi con cui ho dei contatti anche dopo la fine dello scambio.”
Carla:
“Credo che questa esperienza abbia arricchito sia le mie conoscenze sia la mia persona. Sono una persona che ama fare nuove esperienze, conoscere nuovi posti e nuove persone, ma non amo superare i miei limiti; a volte però mi sforzo di farlo perché so che altrimenti mi perderei il bello dell’esperienza.
Questa Youth Exchange ne è proprio l’esempio: ho voluto osare e godermi ogni singolo momento della giornata. Mi ha aiutato a migliorare l’inglese, ad essere più sicura di me stessa, a condividere i miei pensieri e le mie idee, a conoscere nuove persone e a sapermi fidare di chi è disposto ad aiutare gli altri per qualsiasi problema.
Sono contenta di essere tornata a casa diversa da prima. Sono sensazioni che non riesco a spiegare, ma dentro mi sento veramente cambiata. Ho adorato qualsiasi cosa: il gruppo, le escape room, gli energizer, le attività, i bigliettini, ogni sorriso, ogni abbraccio…
Mi sono sentita accolta, protetta come a casa anche se non lo ero. Inizialmente ero indecisa se fare la domanda per partecipare al viaggio, ma se dovessero ripropormi un’esperienza simile, non ci penserei due volte: sono stata talmente bene che ripartirei domani.
Carla Usai”
Daniel Franco:
“La mia esperienza in Slovenia è stata davvero bella. Non avevo mai partecipato a un progetto così e all’inizio non ero nemmeno troppo sicuro di partire, ma alla fine ho capito che partire è stata una delle scelte migliori.
Ho conosciuto nuove persone, ho conosciuto meglio altre culture differenti dalla nostra e inoltre ho parlato per la prima volta l’inglese con persone non italiane.”
Danilo:
“Buongiorno, sono Danilo Mannu. Per me questo scambio giovanile è stato molto utile perché prima non avrei mai pensato di interagire con uno straniero utilizzando l’inglese. Mi è piaciuto molto. Anche le attività erano molto belle!”
Francesca:
“Una settimana in Slovenia che mi rimarrà nel cuore. All’inizio ero un po’ curiosa e anche emozionata, perché era tutto nuovo: persone diverse, lingue diverse, ma per comunicare tra noi abbiamo usato l’inglese. Anche con accenti e parole inventate ci capivamo.
I compagni erano davvero troppo simpatici, mi sono trovata benissimo con tutti.
L’escape room è stata una delle cose più divertenti in assoluto perché l’abbiamo creata noi stessi: tra mille idee è venuto fuori qualcosa di super coinvolgente. È stato proprio bello.
Anche fuori dalle attività si stava super bene, tra chiacchiere, risate e momenti tranquilli insieme. Era tutto organizzato bene e non c’era mai un momento noioso.
In generale è stata un’esperienza davvero unica, diversa dal solito, piena di persone nuove e bei ricordi. La rifarei altre mille volte senza pensarci due volte.”
Matteo GL:
“Lo scambio giovanile in Slovenia è stata un’esperienza che mi ha lasciato molto, sia come operatore giovanile sia a livello personale. Per sei giorni ho avuto l’opportunità di accompagnare, insieme a un’altra ragazza, un gruppo di 8 giovani tra i 15 e i 17 anni, in un percorso dedicato al tema degli stereotipi e dello stigma, utilizzando attività di educazione non formale e strumenti interessantissimi come le escape room.
Durante il progetto non mi sono limitato a partecipare alle attività, ma ho anche condiviso esperienze, idee e pratiche legate ai progetti che porto avanti nel mio territorio.
Essere group leader mi ha fatto riflettere molto anche sul rapporto con i giovani: accompagnarli in un contesto internazionale, vedere come cambiano giorno dopo giorno, come iniziano ad aprirsi, collaborare e mettersi in gioco, è una delle cose che mi fa capire perché continuo a partecipare a questo tipo di progetti.
Torno da questa esperienza contentissimo, con nuove amicizie, nuove competenze pratiche, nuove idee, maggiore consapevolezza e tanta motivazione. Per me questi progetti sono importanti perché aprono la mente, permettono di crescere sia umanamente sia professionalmente e danno strumenti concreti per lavorare meglio con i giovani e creare nuove opportunità, soprattutto per chi parte da contesti più svantaggiati.”
Raffaela GL:
“Questa esperienza come group leader è stata una sorpresa sotto tutti i punti di vista e una grande occasione per imparare e crescere. È stato bellissimo accompagnare i ragazzi in questo percorso e si è creato un gruppo bellissimo. Ogni volta che parto per questi progetti penso di sapere cosa mi aspetta e invece riescono sempre a sorprendermi in positivo.”












